martedì 7 dicembre 2010

9 febbraio - Giornata mondiale degli Stati Vegetativi


Il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro della Salute la direttiva che indice per il 9 febbraio 2011 la Giornata nazionale degli Stati vegetativi. In merito alla decisione il Sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella dichiara:

“E’ molto importante, in particolare in questo momento di acceso dibattito, che dal prossimo anno il 9 febbraio sia la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. A volerla fortemente sono state le associazioni dei familiari delle persone che vivono in questa condizione, che hanno lavorato al Libro Bianco del Ministero della Salute. Questa data ricorda a tutti noi l’anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Con questa giornata il ricordo di Eluana non sarà più una memoria che divide ma un momento di condivisione per un obiettivo che ci unisce tutti. Da oggi sarà un’occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l’esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita. Questa giornata sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente, troppo spesso coscientemente accantonate dai media che si rivolgono al grande pubblico, come ha dimostrato la recente vicenda della trasmissione Vieni via con me.”

Il 9 febbraio morì Eluana Englaro e suo padre ha combattuto per anni una lunghissima battaglia legale, politica ed etica per il diritto a morire. La scelta del governo di questa data per l'istituzione di una giornata nazionale per gli stati vegetativi è una provocazione insopportabile, un abuso di potere, una deriva ortodossa che non si può accettare.

Siamo un paese "brutto" e forse anche "bruto", comunque per nulla tollerante e senza ombra di dubbio cinico e ottuso.

giovedì 22 maggio 2008

Difetti di Comunicazione

Qualche sera fa ero a casa dei miei suoceri e il buon Carlo Conti ha lasciato come al solito lo spazio ai titoli del TG1, prima del gioco finale del suo quiz-traino. Fin qui tutto normale. Parte il collegamento e il giornalista annuncia con mia sorpresa una delle iniziative promosse dal consiglio dei ministri in viaggio premio a Napoli: la possibilità, per chi ha sottoscritto prima del 2007 un mutuo a tasso variabile, di tornare alla rata, a tasso fisso, del 2006.Che Bomba! Poi mi ricordo che al governo c'è nuovamente Berlusconi, che di annunci eclatanti ne ha fatti sempre...

e, quindi, deluso per il mio mutuo, torno con i piedi per terra e cerco di andare oltre il titolo sensazionalista per capire qual'è la realtà dei fatti.
Per prima cosa capisco perchè Berlusconi ha vinto e Veltroni, causa palla al piede Prodi, ha perso: il cavaliere è un grande venditore, la sinistra non è in grado di vendere neanche in Saldo un prodotto di marca. Mi spiego. L'accordo con le banche annunciato da Berlusconi lascia la situazione portafoglio sostanzialmente invariata, ma sembra una genialità. La riforma Bersani sulla portabilità dei mutui è una genialità, ma non ha prodotto alcun effetto positivo sull'opinione pubblica. Il problema, quindi, sta in un diffetto di comunicazione.
Cerchiamo di spiegare nei dettagli. Il ministro Tremonti ha annunciato un accordo quasi siglato con l'ABI, grazie al quale sarà possibile passare dal tasso variabile ad uno fisso con l'euribor bloccato alla media del 2006, quando quest'ultimo era decisamente più basso. Grazie a questa possibilità, ad esempio, la rata di un mutuo trentennale di 140 mila euro passerebbe da 900 euro a 750 euro circa, in pratica 1200 euro in più in tasca degli italiani ogni anno. Il problema, che si fa fatica a capire, è che la differenza tra la rata pagata e quella reale, 150 euro, ogni mese verrà accantonata in un conto parallelo e, alla scadenza naturale del mutuo, la somma "risparmiata" dovrà essere restituita con un tasso IRS del 5,13%. In pratica, la "genialità" di Berlusconi altro non è che una rinegoziazione del mutuo con la banca con cui si è sottoscritto il debito: diminuisce la rata e si allunga la durata.
Il governo Prodi con il ministro Bersani aveva, però, già trovato la soluzione al problema mutuo: la surroga, la cosiddetta portabilità del mutuo a costo zero presso un altro istituto di credito che offre condizioni migliori.
Prendendo lo stesso caso di prima, mutuo trentennale di 140 mila euro, grazie alla surroga (uniche spese il notaio e la perizia, rimborsate comunque dalla banca) la rata passa da 900 euro a 760 e si continua a pagare dal punto in cui si è arrivati. La differenza non viene accantonata in alcun conto parallelo e allo scadere del termine il mutuo è chiuso.
Quindi? La sinistra dovrebbe prendere un master in marketing prima delle prossime elezioni....